La pet therapy è una disciplina relativamente giovane, che ha visto l’introduzione di molti animali nei processi di terapia assistita. Sicuramente molti sono gli animali che ispirano emozioni, fiducia reciproca e affetto sia negli adulti, sia nei bambini ma, il cavallo, rimane uno dei migliori “compagni” di viaggio in quanto il legame che crea con l’uomo è uno dei più empatici.

Nell’immaginario collettivo raffigura principalmente la libertà, ma anche la grazia, la fedeltà e l’amicizia. Per sua indole il cavallo stimola la positività di chi lo avvicina. Anche se spesso imponente, soprattutto per un bambino, nella maggior parte dei casi è solitamente docile e mansueto, portato a soddisfare integralmente le esigenze di chi lo voglia cavalcare. Il sodalizio che può crearsi quindi, risulta di estrema fiducia e dedizione reciproca.

Per tutti questi motivi, la riabilitazione equestre può essere definita come un metodo terapeutico globale, cioè una terapia che coinvolge il paziente nella sua globalità di mente e corpo, e si suddivide in tre fasi principali:

ippoterapia

equitazione terapeutica

equitazione pre-sportiva.

I benefici che derivano dalla terapia sono di natura psicologica, ma anche fisica, legati alla specifica posizione assunta in sella e alle caratteristiche del movimento del cavallo, che produce effetti positivi sulla muscolatura, sull’equilibrio, sul ritmo ed anche sui sistemi cardiaco e respiratorio.

Il bambino è il target privilegiato nella terapia equestre. Studi scientifici hanno monitorato la reazione di alcuni di loro durante la terapia, dimostrando che entrare in sintonia con il cavallo, giocare, accudirlo, scoprire il carattere e i segnali con cui comunica, permette al bambino di affrontare condizioni limitanti. Il bambino sperimenta quindi delle emozioni ed impara a conoscerle tramite il cavallo, instaurando un rapporto armonioso e quasi spirituale con l’animale. Quest’ultimo, essendo molto sensibile, riesce ad oltrepassare le barriere, riuscendo a capirlo a fondo e a comprendere i suoi stati d’animo e le variazioni d’umore.

Gli stimoli acustici, visivi, olfattivi, ma soprattutto tattili e vestibolari, accoppiati alla serenità dell’ambiente che circonda il maneggio e le scuderie coadiuvano l’azione svolta dal cavallo durante la terapia.

Il bambino, ma anche l’adulto, si trova circondato da grande passione e dedizione ad un animale che dona serenità e affetto come anche forza e coraggio.

Il cavallo dunque, da sempre fidato compagno dell’uomo per il lavoro e lo sport, se correttamente ascoltato, si rivela anche un sostegno emotivo non solo come aiuto terapeutico, ma anche per i cavalieri!

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