Per il cavallo, riuscire a distinguere un alimento adatto alla sua alimentazione da uno possibilmente nocivo è di fondamentale importanza. Questo perché non può rigurgitare, in quanto:
• non ha il riflesso del vomito
• dal punto di vista anatomico, il cardias (la valvola che mette in comunicazione l’esofago con lo stomaco) è molto potente e si apre solamente in una direzione, ossia verso lo stomaco.

Dunque, se un cavallo ingerisce alimenti tossici, non ha nessun modo di espellerli velocemente e rischia di incorrere anche in gravi malesseri o coliche.

Data la sua anatomia e fisiologia, il cavallo ha sviluppato specifiche capacità che consentono di scegliere gli alimenti idonei, escludendo gli altri. Tra questi abbiamo l’uso dei sensi: il cavallo utilizza in primis la vista, poi l’olfatto ed infine il gusto per distinguere le varie specie vegetali a seconda di forma delle foglie, colore, odore e sapore. Inoltre gioca un ruolo fondamentale il meccanismo innato del cavallo: per comprendere questo meccanismo è importante sapere che un animale classifica come nocivo un alimento quando, in seguito alla sua ingestione, sviluppa uno stato di malessere che associa a quella determinata sostanza. Questo sistema varia da specie a specie. I carnivori, ad esempio, consumano i pasti distribuiti anche a distanza di parecchi giorni tra loro. Per questo, se l’alimento di un pasto genera malessere anche dopo svariate ore, riescono a capire qual era l’alimento non idoneo. Al contrario, i cavalli in natura mangiano per la maggior parte del tempo (anche 16-18 ore al giorno), assumendo piccole quantità di cibo continuamente. Per loro quindi è importante capire il prima possibile se quello che stanno mangiando è sano. Per questo motivo hanno sviluppato un meccanismo di reazione molto veloce che, entro soli 30 minuti dall’ingestione, permette loro di capire con esattezza qual era l’alimento non idoneo.

Proprio per questa sua natura, posto di fronte ad un nuovo alimento il cavallo si dimostrerà sempre diffidente. Quando decidiamo di somministrargli un alimento per la prima volta dobbiamo dargli il tempo di valutare che sia per lui idoneo. Nella pratica della vita di scuderia, l’introduzione di un nuovo alimento deve essere fatta gradualmente nel giro di 7-10 giorni, così da consumarlo poi senza problemi.

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