L’inizio della primavera può essere un momento di transizione da diversi punti di vista, non solo quello ambientale. Varie sono le accortezze che si possono mettere in atto per accompagnare il nostro cavallo in questo periodo delicato. Oltre agli altri nutrienti, l’apporto di fibre nella dieta risulta molto importante, in quanto solitamente proprio in questo periodo si utilizzano tagli di foraggio poco nutrienti in attesa dei nuovi tagli. Da qui la necessità di porre l’attenzione sulla fibra, elemento fondamentale nella corretta alimentazione del cavallo.

Esistono fonti alternative di fibra? Vanno bene per il cavallo?

In queste circostanze la prima valida alternativa è trovare fieni di qualità superiore integrando la dieta magari con dei wafer, eccellenti fonti fibrose. Questo prodotto ha anche altri vantaggi, tra cui la facilità di approvvigionamento e la polverosità ridotta rispetto ai fieni, quindi limitano le inalazioni di polveri da parte del cavallo e l’insorgenza di patologie respiratorie. Non dimentichiamoci del risparmio: producono meno scarto perché forniti in mangiatoia e possono essere somministrati in ugual peso rispetto ai fieni. Prova Wafer Horse  Cortal che apporta sia un’eccellente fibra da erba medica, ma anche energia dal mais estruso.

Una seconda possibilità altrettanto valida è un’integrazione con fonti fibrose alternative rispetto ai fieni, come buccette di soia, crusca di frumento, polpe di barbabietola e pula vergine di riso. Questi alimenti hanno dimostrato un’ottima appetibilità e digeribilità nel cavallo e riescono a soddisfare comunque i fabbisogni di fibra. Vari studi hanno dimostrato che, ad esempio, una dieta può contenere fino al 55% di polpe senza produrre effetti negativi sul cavallo. Prova Fiber Screen Cortal che combina tutte queste fonti fibrose, la comodità di utilizzo e la sicurezza di un prodotto tecnologico.

Una dieta con fibra adeguata e di buona qualità è fondamentale per avere un cavallo sano. Le fibre, infatti, contribuiscono a preservare la corretta flora microbica intestinale del cavallo, riducendo l’insorgenza di disturbi metabolici quali diarree, coliche e fermentazioni anomale.

Questa fibra da fonti alternative può essere utilizzata in sostituzione o ad integrazione della fibra già presente in razione per raggiungere il corretto apporto per il cavallo e non generare problemi all’apparato gastro intestinale. Farsi seguire da un professionista della nutrizione è importante per individuare i fieni più scarsi dal punto di vista nutrizionale e intervenire nella razione per compensare la qualità delle fibre presenti.

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